La parola russa (trudogólik) è un interessante esempio di neologismo formato per calco morfologico da una parola straniera, nello specifico l’inglese workaholic.
Etimologia e formazione
Il termine deriva dalla combinazione di due elementi:
- (trud) — “lavoro”, “fatica”, “sforzo”; una parola di origine slava comune, presente già nel protoslavo come trudъ, collegata al significato di “lavorare duramente” o “soffrire per uno sforzo”.
- - (-golik) — un suffisso preso in prestito dall’inglese -holic, a sua volta proveniente da alcoholic (“alcolista”). In russo, questo morfema è stato reinterpretato come un elemento produttivo per creare parole che indicano dipendenza o ossessione (ad esempio: “shopping-dipendente”, “dipendente da Internet”).
Significato
Il significato di è quindi “persona dipendente dal lavoro”, “lavoratore compulsivo”, ossia qualcuno che lavora in modo eccessivo e non riesce a staccarsi dal proprio impegno professionale.
Evoluzione e uso
Il termine è apparso nel russo contemporaneo a partire dalla seconda metà del XX secolo, periodo in cui l’influenza culturale e linguistica dell’inglese ha favorito la nascita di numerosi calchi e neologismi analoghi.
Oggi è ampiamente diffuso nel linguaggio comune e nei media, spesso con una connotazione ambivalente: da un lato può indicare dedizione e produttività, dall’altro suggerisce una patologia sociale legata all’eccesso di lavoro e alla mancanza di equilibrio tra vita privata e professionale.
