La parola russa (pronun. daróga), che significa “strada” o “via”, ha un’etimologia antica e profondamente radicata nella storia delle lingue slave. Il termine risale al proto-slavo *dorga / *dorgà, da cui derivano anche parole affini in molte altre lingue slave: il polacco droga, il ceco e slovacco dráha, il bulgaro (in forme arcaiche o dialettali).
L’origine più remota del termine è oggetto di discussione tra i linguisti. Molti la riconducono a una radice indoeuropea collegata all’idea del muoversi, del correre o del procedere, sottolineando così la funzione primaria della strada come spazio di passaggio e di movimento. In questo senso, non indica soltanto una struttura fisica, ma il percorso stesso, l’atto del camminare o del viaggiare. Non a caso, in russo la parola ha spesso una forte valenza metaforica.
Ad esempio, sia in Puškin sia in Esenin, si configura come una vera e propria categoria poetica. In Puškin essa è prevalentemente legata alla scelta e al destino individuale, mentre in Esenin si carica di significati legati alla memoria, alla nostalgia e al destino personale e storico, confermando la centralità di questa parola nell’immaginario letterario russo.
